IL CIUCCIO: come utilizzarlo al meglio

Da diversi anni esiste un dibattito in ambito pediatrico, sull’opportunità di utilizzo del ciuccio nei bambini. Succhiare è un istinto naturale ed una necessità che permette al bambino di nutrirsi e quindi di sopravvivere. Anche una corretta suzione non nutritiva è molto importante, in quanto:


• Determina, assieme alla suzione nutritiva, la prima attività neuromuscolare  coordinata del neonato.
• Infonde una fondamentale sensazione di tranquillità e sicurezza, perché stimola la produzione di serotonina e può essere particolarmente utile in situazioni critiche.
• Determina uno stimolo funzionale positivo allo sviluppo dell’apparato masticatorio.
• Distribuisce correttamente le forze sulle arcate in formazione, con un impatto meno aggressivo rispetto alla suzione del pollice.Tale consuetudine può causare danni in quanto:
- il dito esercita una pressione più intensa sui denti e sul palato;
- il dito è più ingombrante e consistente;
- questa pratica perdura frequentemente oltre i tempi fisiologici.
• Riduce l’incidenza di morso aperto dentale e dento-alveolare se utilizzato per 24 mesi complessivi.
• Riduce il rischio per SIDS. L’utilizzo del ciuccio durante il sonno riduce considerevolmente il rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o “morte in culla”), secondo un recente studio dell’American Academy of Pediatrics: tale studio dimostra che i bambini che utilizzano il ciuccio durante il sonno hanno una riduzione del rischio di SIDS del 61% rispetto ai bambini che non lo utilizzano. Sulla base di questo risultato si raccomanda l’uso del ciuccio durante tutte le fasi di sonno (sia notturno che diurno) in tutti i bambini fino al 1° anno di età. Il medesimo studio riporta inoltre che l’effetto protettivo perdura anche se il bambino perde il ciuccio durante il sonno.

Per evitare interferenze dannose è bene comunque seguire alcuni consigli per un utilizzo corretto del ciuccio:


1. Durante le prime fasi dell’allattamento è consigliabile usare moderatamente il ciuccio e, in caso di momentaneo calo di produzione di latte, ridurne l’utilizzo e favorire un più frequente attaccamento del bimbo al seno.
2. Il ciuccio, naturalmente, non deve essere sostitutivo dell’intimo rapporto madre-figlio, così importante per lo sviluppo psichico del bambino. È bene utilizzarlo quando è evidente la volontà di succhiare da parte del bambino ed evitarlo quando è percepibile il desiderio di comunicare del piccolo.
3. Si consiglia di ridurre l’uso del ciuccio in caso di otite media ricorrente e in caso di malocclusione dentaria evidente.
4. E’ bene non utilizzare il ciuccio con edulcoranti per prevenire la carie.

Per ottimizzare i benefici, oltre all’uso corretto, sono determinanti le caratteristiche del succhietto.


1. La tettina
-Sottile alla base per non ostacolare l’esatto posizionamento mandibolare nell’incontro delle arcate superiore e inferiore, e quindi favorire la corretta occlusione della bocca.
-Piatta per assecondare la posizione naturale della lingua che, in condizione di riposo, si appoggia spontaneamente sul palato (con la punta appoggiata sulla papilla retroincisiva e con la parte anteriore del suo dorso sul palato duro).
-Con una forma che consenta di distribuire la pressione della lingua sul palato anche lateralmente per favorirne il regolare sviluppo.
-Deve avere un ingombro adeguato alle dimensioni del palato, e quindi adatto all’età del bambino, per permettere alla lingua di conservare il suo spazio vitale.
2. Appoggio delle labbra
-Morbido e leggermente convesso per garantire un confortevole appoggio delle labbra e rendere la suzione più naturale.
3. Materiale
-Estremamente morbido per un miglior adattamento all’anatomia della bocca e per consentire alla lingua di sollevarsi con minore difficoltà contro il palato conservando un movimento fisiologico diretto verso l’alto e posteriormente. Questo movimento impedisce l’attivazione di muscoli alternativi a quelli utilizzati nella deglutizione fisiologica.
-Elastico per riprodurre la capacità di estensione del capezzolo, riducendo il rischio di alterare la funzione linguale nel naturale processo di suzione.